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Impatto zero 1° parte

IMPATTO ZERO

Parte 1
Questa mattina, mi trovavo a Viarigi e stavo lavorando nell’orto. Nel silenzio e le punture di zanzare pensavo a quanto sia incredibile e perfetta la natura.
Mentre toglievo le erbacce dalle piantine di pomodori, zucchine, mais ecc. notavo che accanto ad ogni piantina seminata era cresciuta una erbaccia.
Addirittura le erbacce avevano piantato la radice nello stesso punto della piantina “buona” seminata da me ( chissà poi perché crediamo “buono” solo quello seminato da noi umani).
Immediatamente ho visto l’analogia con il corpo umano.
Quando ci ammaliamo e un virus o comunque qualcosa di estraneo entra dentro di noi, il meccanismo di difesa si mette in movimento. Il cervello comincia a dare ordini a tutti i suoi soldati : ” hei voi muovetevi razza di lavativi….c’è un corpo estraneo da debellare” e via miliardi di esserini partono e vanno ad attaccare il virus.
Mentre tutto questo accade dentro di noi, spesso ci viene la febbre, ci sentiamo debilitati e ancor più spesso, invece di comprendere quale grande miracolo il nostro corpo stia compiendo e dargli una mano mettendoci tranquilli a letto per sprecare meno energie possibili, ci rammarichiamo di perdere una lezione di yoga, di non poter andare a quella cena cui tenevamo tanto ecc…ecc…

Le erbacce sono come il nostro sistema immunitario.
Come piantiamo un seme , quindi qualcosa di estraneo che non cresce spontaneamente, che non fa parte dell’ambiente in cui lo piantiamo…..accorrono le erbacce per distruggerlo.
Notavo quanto forti siano le radici delle erbe naturali ( chiamate erbacce ma che poi sono utilissime, come il tarassaco che a primavera infesta i campi), mentre le piantine di pomodori e zucchine sono debolissime e con un minimo sforzo si possono sradicare.
Se non tolgo le erbacce le mie piantine muoiono nel giro di pochi giorni, non si sviluppano e faticano a darmi frutti.
La stessa cosa accade con gli alberi da frutto.
Nel terreno abbiamo dei peri non spontanei e avrebbero bisogno di prodotti chimici per fare delle pere sane e forti, mentre alberi di prugne selvatiche crescono spontaneamente, non hanno bisogno di sostanze chimiche e danno dei frutti sanissimi.
Le marmellate che ho fatto l’anno scorso erano proprio buone!
Ma che c’entrano le marmellate con l’Impatto Zero?
Ci arrivo subito. Abbiamo voluto seminare le piante originarie della Toscana nel Piemonte, quelle della Sicilia in Lombardia ecc… per non parlare delle piante tropicali che dai tempi del buon inconsapevole Colombo abbiamo trapiantato dalle Americhe all’Europa.
Tutto questo è positivo in quanto gli Olandesi sono diventati “ mangiatori di patate” ( altrimenti Van Gogh come faceva a dipingere il famoso quadro? Forse avrebbe dipinto “i mangiatori di sarde”), ma ha creato piante che non hanno gli anticorpi necessari per vivere in un habitat che non è il loro.
Quando seminiamo l’orto andiamo a mettere in disequilibrio l’ambiente ma il peggio è quando insistiamo con concimi, anticrittogamici, pesticidi e veleni vari.
Sembra che noi uomini abbiamo in noi il desiderio di cambiare tutto ciò che ci circonda.
Ci siamo dimenticati che la natura dà tutto ciò di cui abbiamo bisogno, nel momento in cui stravolgiamo il suo equilibrio, non è più in grado di farlo.
L’equilibrio naturale è talmente complesso ma meravigliosamente perfetto, che, soltanto con il massimo rispetto e la consapevolezza che i cambiamenti da effettuare sono dentro e non fuori di noi, avremmo potuto vivere in armonia con la terra che ci ospita e la natura che ci circonda.
Gli indiani d’america uccidevano il numero minimo di bisonti a loro necessario per vivere.
Ne usavano ogni sua parte, nulla veniva buttato o sprecato, nemmeno le ossa. Infatti, con esse creavano utensili, armi, collane…
Quando coltivavano la terra, non avendo il senso della proprietà, prendevano possesso per un certo periodo di un terreno, ma appena questo dava segni di impoverimento, lo lasciavano per andare in un altro luogo e gli lasciavano il tempo per riequilibrarsi.
Certo erano in pochi e vivevano in spazi grandissimi ma erano anche consapevoli di far parte del tutto.
Chiamavano la terra “madre” e sapevano che l’equilibrio è molto fragile. Basta poco perché venga distrutto e noi ne siamo parte integrante e fondamentale.
Il così detto “mondo civilizzato” desidera cambiare la natura e sottoporla ai propri desideri per renderla il più “produttiva” possibile, come se fosse una macchina che può aumentare la produzione oraria se, ad esempio, vengono utilizzati stampi con un maggior numero di impronte o se aumenta la velocità stessa di produzione. Per cui se oggi una macchina produce 100 pezzi l’ora, con una miglioria si riesce a far sì che ne faccia 200 nello stesso tempo… ma la terra, la terra di questa pianeta, non funziona così, ma molti umani sembrano non saperlo!

Inoltre, nel nostro giardino desideriamo avere la stessa scelta che troviamo al supermercato e vai con piante di Kiwi, con le mele del trentino, con i limoni ecc…desideriamo avere l’Italia anzi il mondo in miniatura tutto a nostra disposizione!
Riteniamo che per noi tutto sia possibile! Che ci vuole? BASTA AVERE I SOLDI e acquistare quello che in quel momento vogliamo…
Siamo o no gli esseri intelligenti creati da Dio a sua immagine e somiglianza? Quindi esseri superiori, padroni che hanno diritto di vita e di morte sugli animali e diritto di sfruttare la natura perché tanto è lì a nostro uso e consumo.

In questo delirio di onnipotenza, manca una cosa essenziale e fondamentale L’EQUILIBRIO.


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